La delusione

La delusione è un’emozione che ti invade all’improvviso. Non è rabbia, non è tristezza. È qualcosa di più silenzioso. È quella sensazione di vuoto nel petto causata da qualcosa che per te era importante. È un’assenza che riconosci in ogni giornata, anche quando provi a distrarti. È qualcosa che avevi e che, a un certo…

Piccole cose che tengono in piedi.

Imparare a cavarsela da soli non è mai una scelta facile. A volte lotti continuamente con quella paura del vuoto che senti sulla pelle, che ti attraversa lentamente fino a circondarti completamente, in un buio disarmante. Eppure trovi la forza di fare ogni giorno le cose più banali: rifare il letto la mattina, cucinare un…

Chi ferisce e poi tace

Scappare dai sensi di colpa è un po’ come scappare dalla responsabilità.

Non ho mai compreso fino in fondo chi ferisce qualcuno

e poi sceglie il silenzio,

come se l’assenza potesse cancellare ciò che è stato.

Come se fossi stata io la causa del dolore,

la radice dei suoi gesti sbagliati,

il peso da allontanare per sentirsi più leggeri.

Ci si evita negli sguardi,

si abbassano gli occhi davanti a ciò che un tempo era casa.

E all’improvviso due persone che conoscevano ogni sfumatura l’una dell’altra

diventano estranee.

Come se la memoria avesse smesso di respirare.

Come se le risate, le promesse, le parole dette a bassa voce

fossero state soltanto un’invenzione della notte.

Per alcune persone sparire è più semplice che chiedere scusa.

Più semplice che restare.

Più semplice che guardare in faccia le ferite che hanno lasciato dietro di sé.

Perché i sensi di colpa chiedono coraggio.

E non tutti hanno il coraggio di restare dove hanno distrutto qualcosa.

Così si fugge.

Dalle conversazioni scomode,

dai ricordi che tornano senza permesso,

da quel sottile dolore che si insinua nei momenti di silenzio.

Si fugge dalle persone che ci hanno conosciuti davvero,

perché certi occhi diventano specchi,

e negli specchi è difficile mentire.

Ma il vuoto non sparisce ignorandolo.

Resta nelle pause improvvise,

nelle parole trattenute,

nelle notti in cui il sonno non arriva

e la coscienza bussa piano, sempre nello stesso punto.

Forse è questo il prezzo delle cose non affrontate:

continuare a camminare fingendo indifferenza,

portandosi dentro stanze chiuse a chiave

che fanno rumore ogni volta che il cuore rallenta.

E allora ho capito che certe persone non se ne vanno perché non provano nulla.

Se ne vanno perché provare qualcosa le costringerebbe ad assumersi la responsabilità del dolore dato.


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