La delusione è un’emozione che ti invade all’improvviso.
Non è rabbia, non è tristezza.
È qualcosa di più silenzioso.
È quella sensazione di vuoto nel petto
causata da qualcosa che per te era importante.
È un’assenza che riconosci in ogni giornata,
anche quando provi a distrarti.
È qualcosa che avevi
e che, a un certo punto, capisci di non avere più.
La delusione è non avere controllo.
È sapere che anche se parlassi,
anche se urlassi tutto quello che hai dentro,
non cambierebbe comunque la situazione.
La delusione è perdere un amico senza un vero motivo.
È aspettarti qualcosa e vedere che va in tutt’altra direzione.
È dare tanto, impegnarti davvero,
e ritrovarti comunque senza i risultati che speravi.
È un insieme di cose, tutte insieme,
così forti da non riuscire a gestirle.
E allora pensi che l’unica cosa possibile
sia rassegnarsi.
Ma la delusione non finisce lì.
Resta.
Si appoggia nei giorni,
nei pensieri che tornano senza essere chiamati,
nei silenzi che pesano più delle parole.
E piano piano cambia forma.
Non fa più così rumore,
non stringe più così forte,
ma lascia qualcosa.
Ti rende più attenta,
più selettiva,
meno disposta a dare tutto a chi non sa tenerlo.
Ti insegna che non tutto dipende da te,
e che non tutto ciò che perdi
merita davvero di essere rincorso.
E un giorno ti accorgi
che quel vuoto nel petto
non è sparito del tutto,
ma non ti controlla più.
Rimane come un segno,
non per farti male,
ma per ricordarti
quanto sei stata capace di sentire.
E andare avanti,
anche così.

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