Il cuore che si risveglia

I sentimenti che riemergono. Dopo tutto questo tempo, pensavo che fosse tutto svanito. Pensavo di non poter provare più niente. E invece qualcosa è tornato: un caos sul quale non ho pienamente il controllo. O forse sì. In fondo mi rendo conto che, in qualche modo, lo sto controllando. Eppure mi ero ripromessa, ancora una…

E invece eccolo lì

‘’Nell’amore non ci credo più.’’ Questa è stata la frase che ho ripetuto a me stessa negli ultimi anni. Eppure, senza rendermene conto, all’amore ci ho sempre continuato a crederci. Ci ho creduto quando tutto mi sembrava una bugia, quando conoscevo persone e ogni loro gesto nei miei confronti mi appariva come un’illusione, un modo…

Chi ferisce e poi tace

Scappare dai sensi di colpa è un po’ come scappare dalla responsabilità. Non ho mai compreso fino in fondo chi ferisce qualcuno e poi sceglie il silenzio, come se l’assenza potesse cancellare ciò che è stato. Come se fossi stata io la causa del dolore, la radice dei suoi gesti sbagliati, il peso da allontanare…

A intermittenza

Ho sempre avuto un tono giudicante verso i rapporti a intermittenza.

Dare a una persona solo il 10% di quello che potresti dare,

non perché non lo meriti,

ma per non aprirti oltre.

O perché non sei pronta ad aprirti,

per paura di rimanerci di nuovo male.

Cosa significa davvero?

Condividere le giornate, i pensieri,

ma mai ciò che ti succede veramente.

Essere trasparenti in superficie,

ma non in profondità.

Vederla e, allo stesso tempo, costruire muri.

Alti come grattacieli.

Per non scavalcare quel varco che ti sei creata nel tempo,

che custodisci come qualcosa di prezioso

e che proprio per questo ti fa paura.

A quale scopo?

Tenerla lì, appesa a un filo che potrebbe spezzarsi da un momento all’altro.

Nel limbo dei pensieri negativi, delle paure più fragili.

Tenerla nei pensieri, portarla dentro le tue giornate,

idealizzarla per ciò che è —

o per ciò che forse non è mai stata.

Solo per non rimanere soli?

Solo per avere qualcuno che occupi la mente?

Questa è autoprotezione travestita da legame.

È stare a metà.

Non perché non si senta nulla,

ma perché si sente troppo

e il prezzo sembra sempre troppo alto da pagare.

Condividere tutto, tranne il dolore,

è un modo per dire:

“resta, ma non entrare.”

È una trasparenza controllata, dosata,

per non consegnare all’altro

ciò che un tempo è stato ferito.

Quei muri altissimi non servono a tenere fuori l’altra persona.

Servono a proteggere una parte di me

che una volta è crollata.

Ma la verità è una sola:

quanto mi costa proteggermi così?

Perché mentre mi proteggo,

qualcuno resta in attesa

di una verità che non so dare.

Intermittenza

non è assenza.

È esserci a metà.

È sentire, ma trattenere.

È restare senza scegliere.

E mentre sembra protezione,

lascia qualcuno in attesa

di una luce che si accende e si spegne

senza mai diventare casa.


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