Quattro persone che la vita non aveva previsto

Ci sono incontri che non hanno una spiegazione precisa. Non sai perché proprio quella persona sia entrata nella tua vita, perché proprio in quel momento, perché tra milioni di possibilità le vostre strade abbiano deciso di incrociarsi. A volte, cercare una spiegazione non serve nemmeno. Noi eravamo quattro persone. Quattro storie completamente diverse, quattro vite…

Come si spiegano certi amori?

Quelli che fanno così tanto chiasso da essere costretti a scappare continuamente. Amori che non sanno stare fermi, che si cercano proprio mentre si perdono, che si allontanano per la paura di scoprire quanto, in fondo, si desiderino. Un continuo cercarsi con la paura di trovarsi. Con la paura di guardarsi negli occhi e vedere…

E se la scelta che hai fatto non fosse quella giusta?

E se la scelta che hai fatto non fosse quella giusta? Rimbombano nella mia testa pensieri intrusivi, come proiettili. Arrivano tutti insieme, senza darmi un attimo di pace, senza lasciarmi la possibilità di capire se ciò che ho maturato negli anni sia realmente quello che voglio. Sto scappando da ciò che non voglio più affrontare…

A intermittenza

Ho sempre avuto un tono giudicante verso i rapporti a intermittenza.

Dare a una persona solo il 10% di quello che potresti dare,

non perché non lo meriti,

ma per non aprirti oltre.

O perché non sei pronta ad aprirti,

per paura di rimanerci di nuovo male.

Cosa significa davvero?

Condividere le giornate, i pensieri,

ma mai ciò che ti succede veramente.

Essere trasparenti in superficie,

ma non in profondità.

Vederla e, allo stesso tempo, costruire muri.

Alti come grattacieli.

Per non scavalcare quel varco che ti sei creata nel tempo,

che custodisci come qualcosa di prezioso

e che proprio per questo ti fa paura.

A quale scopo?

Tenerla lì, appesa a un filo che potrebbe spezzarsi da un momento all’altro.

Nel limbo dei pensieri negativi, delle paure più fragili.

Tenerla nei pensieri, portarla dentro le tue giornate,

idealizzarla per ciò che è —

o per ciò che forse non è mai stata.

Solo per non rimanere soli?

Solo per avere qualcuno che occupi la mente?

Questa è autoprotezione travestita da legame.

È stare a metà.

Non perché non si senta nulla,

ma perché si sente troppo

e il prezzo sembra sempre troppo alto da pagare.

Condividere tutto, tranne il dolore,

è un modo per dire:

“resta, ma non entrare.”

È una trasparenza controllata, dosata,

per non consegnare all’altro

ciò che un tempo è stato ferito.

Quei muri altissimi non servono a tenere fuori l’altra persona.

Servono a proteggere una parte di me

che una volta è crollata.

Ma la verità è una sola:

quanto mi costa proteggermi così?

Perché mentre mi proteggo,

qualcuno resta in attesa

di una verità che non so dare.

Intermittenza

non è assenza.

È esserci a metà.

È sentire, ma trattenere.

È restare senza scegliere.

E mentre sembra protezione,

lascia qualcuno in attesa

di una luce che si accende e si spegne

senza mai diventare casa.


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