Quattro persone che la vita non aveva previsto

Ci sono incontri che non hanno una spiegazione precisa. Non sai perché proprio quella persona sia entrata nella tua vita, perché proprio in quel momento, perché tra milioni di possibilità le vostre strade abbiano deciso di incrociarsi. A volte, cercare una spiegazione non serve nemmeno. Noi eravamo quattro persone. Quattro storie completamente diverse, quattro vite…

Come si spiegano certi amori?

Quelli che fanno così tanto chiasso da essere costretti a scappare continuamente. Amori che non sanno stare fermi, che si cercano proprio mentre si perdono, che si allontanano per la paura di scoprire quanto, in fondo, si desiderino. Un continuo cercarsi con la paura di trovarsi. Con la paura di guardarsi negli occhi e vedere…

E se la scelta che hai fatto non fosse quella giusta?

E se la scelta che hai fatto non fosse quella giusta? Rimbombano nella mia testa pensieri intrusivi, come proiettili. Arrivano tutti insieme, senza darmi un attimo di pace, senza lasciarmi la possibilità di capire se ciò che ho maturato negli anni sia realmente quello che voglio. Sto scappando da ciò che non voglio più affrontare…

Non ho scelto la ristorazione: la vita che ti prende prima ancora che tu possa scegliere

Non ho mai voluto lavorare nella ristorazione.

Non ho mai desiderato passare ore e ore in piedi, rinunciare alle festività, ai fine settimana, al sonno.

Non ho mai scelto una vita così frenetica.

Perché sì, la ristorazione non è solo un lavoro.

È uno stile di vita. Uno di quelli che ti entra dentro e, lentamente, ti consuma.

Ti toglie tanto.

Ti toglie tempo, energia, leggerezza.

Ti toglie la possibilità di vivere una vita semplice, quella che avevi immaginato da fuori.

Eppure, allo stesso tempo, ti dà anche qualcosa.

Ti spinge oltre i tuoi limiti.

Ti insegna a resistere quando sei stanca, quando non ne puoi più, quando vorresti solo fermarti.

Ti abitua allo stress, fino a farlo diventare normalità.

Impari a stare attenta a tutto e a tutti.

Impari a leggere le persone in pochi secondi, a capire chi hai davanti senza bisogno di troppe parole.

E impari anche a condividere pezzi di te con persone che, fino al giorno prima, erano sconosciute, ma che vivono il tuo stesso caos.

Con loro sorridi.

Con loro resisti.

E a volte basta un gesto semplice, un abbraccio, per sentirsi meno soli.

Ed è lì che inizi a capire una cosa:

chi lavora nella ristorazione, spesso, non ha davvero scelto.

La vita ti ci porta.

Per necessità, per velocità, per mancanza di alternative, o semplicemente perché era il modo più immediato per diventare indipendenti.

Ti ritrovi su quella strada senza quasi accorgertene.

E intanto lasci indietro sogni, progetti, parti di te.

Impari ad accontentarti di ciò che hai.

Di ciò che arriva.

Impari a sacrificare pezzi della tua vita pur di andare avanti, pur di sopravvivere.

Io non ho scelto di lavorare nella ristorazione.

Ho scelto solo di essere indipendente nel modo più veloce che conoscevo.

E intanto la solita canzone che va, come sempre, a lavoro.


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