Piccole cose che tengono in piedi.

Imparare a cavarsela da soli non è mai una scelta facile. A volte lotti continuamente con quella paura del vuoto che senti sulla pelle, che ti attraversa lentamente fino a circondarti completamente, in un buio disarmante. Eppure trovi la forza di fare ogni giorno le cose più banali: rifare il letto la mattina, cucinare un…

Il peso leggero dei ricordi.

Percorro passi della mia vita dove tornare indietro è la scelta più facile. Rivivo costantemente attimi di ricordi che invadono ogni spazio della mia mente, portandomeli dietro per giorni interi: rumorosi, assordanti, invasivi, indelebili. Assaporo ogni dolore come se fosse la pietanza più buona che io abbia mai assaggiato. Mi delizio con ricordi dolci, pieni…

Pensieri

La notte è il mio portapensieri. Ho sempre fatto fatica a dormire, perché anche quando il mio corpo è stanco, la mia mente resta vigile, attiva, piena di immagini e domande. Di notte riesco a pensare e a creare con una lucidità che di giorno non ho. E i pensieri che tornano più spesso sono…

Non ho scelto la ristorazione: la vita che ti prende prima ancora che tu possa scegliere

Non ho mai voluto lavorare nella ristorazione.

Non ho mai desiderato passare ore e ore in piedi, rinunciare alle festività, ai fine settimana, al sonno.

Non ho mai scelto una vita così frenetica.

Perché sì, la ristorazione non è solo un lavoro.

È uno stile di vita. Uno di quelli che ti entra dentro e, lentamente, ti consuma.

Ti toglie tanto.

Ti toglie tempo, energia, leggerezza.

Ti toglie la possibilità di vivere una vita semplice, quella che avevi immaginato da fuori.

Eppure, allo stesso tempo, ti dà anche qualcosa.

Ti spinge oltre i tuoi limiti.

Ti insegna a resistere quando sei stanca, quando non ne puoi più, quando vorresti solo fermarti.

Ti abitua allo stress, fino a farlo diventare normalità.

Impari a stare attenta a tutto e a tutti.

Impari a leggere le persone in pochi secondi, a capire chi hai davanti senza bisogno di troppe parole.

E impari anche a condividere pezzi di te con persone che, fino al giorno prima, erano sconosciute, ma che vivono il tuo stesso caos.

Con loro sorridi.

Con loro resisti.

E a volte basta un gesto semplice, un abbraccio, per sentirsi meno soli.

Ed è lì che inizi a capire una cosa:

chi lavora nella ristorazione, spesso, non ha davvero scelto.

La vita ti ci porta.

Per necessità, per velocità, per mancanza di alternative, o semplicemente perché era il modo più immediato per diventare indipendenti.

Ti ritrovi su quella strada senza quasi accorgertene.

E intanto lasci indietro sogni, progetti, parti di te.

Impari ad accontentarti di ciò che hai.

Di ciò che arriva.

Impari a sacrificare pezzi della tua vita pur di andare avanti, pur di sopravvivere.

Io non ho scelto di lavorare nella ristorazione.

Ho scelto solo di essere indipendente nel modo più veloce che conoscevo.

E intanto la solita canzone che va, come sempre, a lavoro.


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