Il peso leggero dei ricordi.

Percorro passi della mia vita dove tornare indietro è la scelta più facile. Rivivo costantemente attimi di ricordi che invadono ogni spazio della mia mente, portandomeli dietro per giorni interi: rumorosi, assordanti, invasivi, indelebili. Assaporo ogni dolore come se fosse la pietanza più buona che io abbia mai assaggiato. Mi delizio con ricordi dolci, pieni…

Pensieri

La notte è il mio portapensieri. Ho sempre fatto fatica a dormire, perché anche quando il mio corpo è stanco, la mia mente resta vigile, attiva, piena di immagini e domande. Di notte riesco a pensare e a creare con una lucidità che di giorno non ho. E i pensieri che tornano più spesso sono…

17

Non ho mai creduto ai numeri. Non a quelli che promettono fortuna, né a quelli che annunciano disgrazie. I numeri servono a contare, a dare ordine, a fingere che la vita sia qualcosa che si possa misurare. Poi è arrivato il 17. All’inizio era solo un giorno. Uno qualunque. Uno di quelli che non segni…

La solitudine che scelgo

Dopo la mia ultima relazione, riprendere in mano la mia vita non è stato semplice.

Se prima pensavo di avere obiettivi da portare a termine, in un momento specifico non vedevo più una strada davanti a me.

Ho iniziato col sentire l’emozione di passare il tempo con un’amica, di gustare un semplice caffè alla luce del sole, di una risata con le lacrime scappate per aver sbagliato strada, di un pianto liberatorio mentre raccontavo di me a una collega durante il turno di lavoro.

Quell’ansia bella prima di uscire, quei brividi sentendo una canzone nuova.

Ho iniziato a svegliarmi senza agitazione, senza arrabbiatura, con un umore stabile e tranquillo.

A prendermi cura di me stessa, a dedicarmi a una vita sana.

Ballavo tra il mio sentirmi sola e il mio stare bene da sola.

A sentire, al non sentire niente.

Ho iniziato ad apprezzare la solitudine dentro casa, a occupare il mio tempo con la passione per la pittura, con la voglia di creare e farmi sentire.

Avevo tutte le basi per ricominciare, avevo tutto davanti ai miei occhi… ma ero io a non volerlo vedere.

Poi è arrivato l’apice della mia serenità, la voglia di continuare a scoprire parti di me che erano sempre state nascoste per paura di non farcela senza qualcuno accanto.

Gli odori mi sembravano nuovi, le sensazioni un tocco delicato sul corpo, le emozioni una carica per la mia batteria personale.

La solitudine, per quanto mi spaventasse, fu la prima ad accogliermi a braccia aperte.

Mai senza sanguinare, mai senza quella puzza di marcio.

Era una stanza profumata, addolcita di caramelle alla fragola e dal profumo della pizza appena sfornata.

Avevo imparato a stare bene da sola.

Con il tempo, ho scoperto che la mia compagnia non era mai stata un peso.

Che il silenzio poteva essere un abbraccio e non una condanna.

Che ascoltarmi era più prezioso di mille consigli esterni,

che i miei pensieri, anche quelli più fragili, avevano diritto di esistere senza giudizio.

Ho imparato a parlare con me stessa senza fretta,

a non avere paura dei miei vuoti,

a non cercare l’approvazione di chi non sa vedere la mia luce.

Ho capito che stare sola non è assenza di amore,

ma un modo per ricaricare la mia energia, per sentire meglio il mondo intorno a me.

E allora mi sono concessa di sognare di nuovo:

di ballare in cucina senza motivo,

di aprire le finestre e respirare come se il mondo fosse nuovo,

di scrivere, dipingere, cantare, creare senza aspettative.

La solitudine, che un tempo mi spaventava,

ora è un terreno fertile.

Un luogo dove posso sentire ogni emozione senza doverla spiegare,

dove posso sbagliare senza temere il giudizio,

dove posso essere intera, anche se nessuno sta guardando.

Ho imparato che stare bene da sola non significa chiudersi al mondo,

ma costruire le basi per relazioni più autentiche, più profonde.

Perché quando conosci te stessa,

quando sai amare la tua compagnia,

allora sei pronta a incontrare qualcuno che non ti completa, ma ti accompagna.

E così, tra profumi nuovi, risate spontanee e momenti di silenzio,

mi accorgo che la mia vita è finalmente mia.

Che non ho bisogno di riempire il vuoto con la presenza degli altri,

perché ho imparato a sentire la mia voce, a vedere la mia luce.

Ho imparato ad amarmi…

anche da sola.


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